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Okapi

L'arte del turntablism e del sample cutup

Filippo Okapi è un eclettico Dj e producer romano i cui lavori sono una preziosa e ricercata collezione enciclopedica di suoni ed atmosfere. La sua sorprendente abilità di manipolazione del campione musicale gli permette di dar vita a live-set in cui spazia tra techno / broken beat / electro / 8-bit / melodie klezmer / Polk / musica per bambini / idiot-pop / musica hawaiana e chi ne ha più ne metta…Le sue esibizioni live, insomma, sono un super mega mix in cui, ad una velocità impressionante, si spazia tra ritmiche e melodie di ogni genere.

Ospite dei Cobram party Boys a Say it loud del 26 Novembre vi offrirà un “Outernational” set davvero imperdibile!

NUfactory vi offre in anteprima un'intervista con il musicista.

Ciao Filippo, come nasce il progetto Okapi e da dove trai ispirazione per i tuoi lavori?

Musicalmente nasco negli anni ‘90 ammiccando alla scena più radicale di certa musica improvvisata. Inizialmente non ero  molto interessato alla musica da dancefloor ma più affascinato dall’elettroacustica, dall’acusmatica di matrice francese o dall’”industrial music” degli anni ‘80. 

Qual è stato il tuo percorso musicale e a quali progetti stai lavorando?

I miei maestri sono dj “plunderfonici” come Cristian Marclay o Otomo Yoshihide e tutta la scena di plagiaristi (Negativland, Stock Hausen & Walkman) nata all’inizio degli anni ‘90.L’ultimo progetto appena realizzato è un omaggio a Bruno Munari, giocato sulla decostruzione di 40 temi di opera lirica, un mondo fino ad ora per me quasi sconosciuto.

Hai suonato spesso all'estero, quali differenze hai riscontrato rispetto al pubblico italiano?

Ho l’impressione che in Italia i concerti siano più che altro degli eventi legati alla socialità. Questo è senz’altro molto bello ma certe volte, soprattutto per quel che riguarda la musica elettronica, va a discapito dell’attenzione nell’ascolto. All’estero invece mi sembra spesso che il pubblico sia venuto lì fondamentalmente per ascoltare te e perciò sia più reattivo!

Come nascono i tuoi mix?

Molto spesso dal caso. In un primo momento, passo molto tempo a improvvisare con forme sonore di varia provenienza, musicali e non (CD, vinili, vecchie registrazioni radiofoniche e naturalmente innumerevoli mp3), senza un’idea ben precisa di cosa ne uscirà fuori, poi mi diverto a smontare tutto in tanti minuscoli campioni. Infine passo all’aspetto più laborioso, quello compositivo, quando sommo e sottraggo questi infiniti campioni precedentemente editati. 

A quale concerto o a quale dj-set non vorresti proprio mancare?

Qualcuno si stupisce non poco quando dico che sono sensibile al rock progressivo più virtuoso:  Al concerto del trio  “Mats & Morgan” l’anno scorso ad un festival francese ho quasi pianto! Come set elettronico spero prima o poi riuscire a vedere il divertente “De De Mouse”

Hai un motto/mantra nella vita?

Un vero e proprio motto non ce l’ho, ma ho sempre pensato che è inutile rincorrere una felicità sempre all’orizzonte ma che non puoi mai afferrare, come diceva mio nonno buddista, l’importante è restare sereni nel presente!

Qual è la tua canzone preferita quando sei felice?

Se sono davvero felice ascolto tantissime cretinate, ad esempio le  tre lolita di plastica giapponesi Perfume. E’ altrettanto divertente mettere nel lettore un cd  del “producer” australiano Spoonbill a tutto volume!

Qual è la tua canzone preferita quando sei triste?

In genere reagisco quasi sempre alla tristezza, scegliendo di ascoltare per contrasto qualcosa che possa comunque rallegrarmi.  Quando la tristezza ha la meglio, tra i miei pezzi preferiti c’è questo piccolo capolavoro di Mark Hollis (cantante dei Talk talk) uscito nel 98.

Qual è la tua canzone preferita quando sei sdolcinato?

Come la tristezza, anche la sdolcinatezza è uno stato d’animo che non mi appartiene molto… il primo nome “sdolcinato” che mi viene in mente è la cantante francese Barbara, autrice di una preziosa discografia, ma soltanto perché l’ho ascoltata recentemente!

Cosa ci tieni in serbo per la serata “Say it loud” di novembre?

Un divertente set  a 130 bpm  dove  l’elettronica ballerina diventa pretesto per miscelare swing, klezmer, musica orientale e  frenesie balcaniche!


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